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Campania

Un vulcano attivo, una pianura grassa e trecentocinquanta chilometri di costa

Dietro la fascia costiera la Campania è Appennino: montagne vere, poco battute, dove d'estate si respira.

La Campania che si conosce è una striscia larga venti chilometri lungo il mare. Dietro c'è tutto il resto, ed è Appennino: l'Irpinia, il Sannio, il Matese, i monti Picentini, gli Alburni. Sono montagne fra i mille e i duemila metri, con boschi, pascoli e paesi che d'estate stanno quindici gradi sotto la costa. Quasi nessuno ci va in vacanza, e questo è insieme il loro difetto e il loro pregio.

Il Vesuvio e i Campi Flegrei

Il Vesuvio è alto milleduecentottantuno metri e si sale in automobile fino a un piazzale, poi a piedi in mezz'ora fino al bordo del cratere. È un vulcano attivo in quiescenza, e sotto di lui vivono seicentomila persone. Sull'altro lato del golfo i Campi Flegrei sono la stessa cosa vista al contrario: non un cono, ma una quarantina di crateri sovrapposti, con la Solfatara che fuma e il lago d'Averno dentro uno di essi.

La pianura

Fra Caserta e Salerno ci sono due pianure alluvionali che sono fra le terre più fertili d'Italia: la piana del Volturno e quella del Sele. Sono il motivo per cui la Campania si chiama così: campania felix, la campagna fertile. È da qui che vengono la mozzarella di bufala, il pomodoro San Marzano e buona parte degli ortaggi che si trovano sui banchi di mezza Europa.

Le coste

Trecentocinquanta chilometri di costa che cambiano quattro volte. A nord del Volturno è bassa e sabbiosa, con le pinete del litorale domizio. Nel golfo di Napoli è urbana quasi dappertutto. Dalla penisola sorrentina alla costiera amalfitana diventa verticale, con i paesi appesi e le spiagge piccole. Dal Cilento in giù torna alta ma selvatica, con lunghi tratti senza niente.