Macchine a spalla, santi e cose che si portano di corsa
In Campania le feste si trasportano: obelischi di legno alti venticinque metri, sollevati a braccia.
Le feste campane hanno una caratteristica che le distingue: non si guardano da fermi, si portano. Le grandi macchine a spalla sono strutture di legno alte come palazzi, sollevate e fatte ballare da squadre di centinaia di uomini, e dal 2013 sono nella lista del patrimonio immateriale dell'Unesco.
I gigli di Nola
Sono otto obelischi di legno alti venticinque metri, più una barca, e vengono portati a spalla per le strade di Nola da squadre di centoventi persone ciascuna, a fine giugno. Il peso è intorno alle due tonnellate e mezza. Chi ci capita per caso fatica a credere a quello che sta vedendo: non è una processione, è una gara di equilibrio collettivo.
Le altre macchine
La stessa tradizione esiste altrove con forme diverse: la Vara di Palmi in Calabria e la Varia di Palmi sono le sorelle riconosciute insieme ai gigli. In Campania si aggiungono i carri di Macerata Campania per Sant'Antuono a gennaio, fatti di botti e strumenti che si percuotono, e le battaglie di fiori che chiudono l'estate in provincia di Salerno.
San Gennaro
A Napoli il calendario ruota intorno a tre date (il sabato prima della prima domenica di maggio, il 19 settembre e il 16 dicembre) in cui si ripete il rito della liquefazione del sangue di San Gennaro nel duomo. Che ci si creda o no, quello che si vede è una città intera che si ferma ad aspettare una notizia.
L'estate delle sagre
Da luglio a settembre ogni paese ha la sua, e il calendario si costruisce sui prodotti: la mozzarella nel casertano, il pomodoro nell'agro, la castagna e il tartufo in Irpinia a ottobre, il pesce azzurro nei porti del Cilento. Sono feste di piazza, si mangia in piedi e si spende poco.
Le date si spostano di anno in anno e spesso sul fine settimana più vicino. Conviene chiedere in campeggio o all'ufficio turistico del comune: sono informazioni che circolano localmente più che in rete.